La malattia provoca danni alle cellule nervose che sono responsabili della produzione di dopamina, una sostanza chimica nel cervello che permette la trasmissione di impulsi elettrici ai muscoli. Senza questi impulsi il malato ha difficoltà a muoversi in modo coordinato.

Il morbo di Parkinson può influenzare i movimenti di una persona, ma può anche avere un impatto sui processi di pensiero, le funzioni mentali  e la memoria.

 

Cos’è il morbo di Parkinson?

Il morbo di Parkinson si palesa quando i depositi di un composto, noto come alfasinucleina, si accumulano nel cervello. Questi depositi di proteine ​​sono chiamati corpi di Lewy.
Il morbo di Parkinson colpisce tanto la mente così come il corpo e i sintomi associati al morbo sono:

  • Ansia e irritabilità
  • Tremori
  • Deliri
  • Depressione
  • Difficoltà a dormire bene
  • Difficoltà a parlare chiaramente
  • Difficoltà nell’interpretazione della realtà circostante
  • Eccessiva sonnolenza diurna e rapidi movimenti oculari
  • Problemi di memoria
  • Paranoia
  • Allucinazioni visive

 

Cause e fattori di rischio

La maggior parte delle cause del morbo di Parkinson sono idiopatiche. Ciò significa che un medico non sa perché una certa persona abbia contratto quella condizione. Tuttavia, secondo la Johns Hopkins Medicine, l’ esordio precoce del morbo Parkinson è più comunemente attribuito a difetti genetici, probabilmente quelli ereditati da un genitore.

I ricercatori hanno identificato diversi fattori di rischio che possono far sì che un malato di Parkinson incorra in una demenza.

Questi fattori di rischio includono:

  • L’età avanzata al momento della diagnosi
  • Vivere un’eccessiva sonnolenza diurna
  • Avere allucinazioni prima si siano verificati altri sintomi di demenza
  • Avere un sintomo specifico del Parkinson, che causa la difficoltà di deambulazione

Tuttavia, i ricercatori non sanno dire perché alcune persone con il morbo di Parkinson sviluppino danni ai nervi che portano a seri problemi di pensiero così come a problemi di movimento.

Come progredisce il morbo di Parkinson nel corso del tempo?

Secondo l’Associazione Alzheimer, circa dal 50 all’ 80 per cento delle persone con il morbo di Parkinson sperimenteranno la demenza correlata. La progressione media di tempo a partire dalla diagnosi del morbo di Parkinson fino alla demenza è di 10 anni.

La demenza causata dal morbo di Parkinson può influenzare la capacità di una persona di vivere da sola. Questo perché gli stadi più avanzati possono influenzare la comunicazione, la capacità di comprendere il linguaggio parlato, la memoria e la difficoltà a prestare attenzione.

Trattamento e prevenzione

Non esiste cura per la demenza causata dal morbo di Parkinson. I trattamenti quindi sono focalizzati sulla riduzione dei sintomi associati alla demenza. Questo può includere l’assunzione di farmaci.

 

I medici potrebbero anche prescrivere farmaci antipsicotici, ma con estrema cautela. Questo perché gli effetti collaterali possono ridurre gli episodi psicotici, ma aumentare i sintomi del Parkinson. Questi farmaci possono anche causare una maggiore confusione e cambiamenti negli stati di coscienza.

La FDA americana (Food and Drug Administration) ha recentemente approvato un nuovo farmaco antipsicotico, noto come pimavanserin o Nuplazid. Questo farmaco ha dimostrato di trattare efficacemente allucinazioni, senza provocare gli effetti collaterali di alcuni altri farmaci antipsicotici.
I medici possono prescrivere una combinazione di questi farmaci come un mezzo per ridurre i sintomi. È importante discutere entrambi i benefici e gli effetti collaterali quando si considerano i trattamenti.

Le persone con Parkinson possono anche avvalersi di trattamenti fisici e di logopedia per migliorare il movimento e le loro abilità di comunicazione.

Prevenire il morbo di Parkinson

Attualmente i medici non sanno come prevenire il morbo di Parkinson. Mentre alcune persone possono avere una predisposizione genetica verso la malattia, i ricercatori non hanno identificato un gene specifico.

E’ difficile raccomandare di fare test genetici, poiché la maggior parte delle persone vengono affette dal morbo di Parkinson solo in là con gli anni. Questo può significare che una persona non sa che sarà colpita fino a quando i loro figli o figlie hanno già avuto figli.

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