La risonanza magnetica è un esame diagnostico basato sulla fisica dei campi magnetici, che consente di esaminare l’interno del corpo umano senza dover eseguire interventi chirurgici o di far uso di radiazioni ionizzanti come accade quando si effettua una TAC.

Si tratta di una metodica radiologica sicura e che non provoca alcun danno al paziente, particolarmente indicata quando si devono effettuare degli esami ripetutamente in un periodo di tempo ristretto.

Quando viene effettuata una risonanza magnetica, la persona che deve affrontare questo esame si ritrova in un campo magnetico che generalmente è circa 10.000-15.000 volte più forte rispetto a quello terrestre. Grazie a questa condizione gli atomi (protoni)che formano il nostro organismo prendono energia e seguono il medesimo campo magnetico, mentre appena il processo viene disattivato i protoni riprendono il loro naturale orientamento, sprigionando l’energia che è stata accumulata precedentemente e fornendo un segnale che viene intercettato dai sistemi tecnologici e trasformato in immagini.

Quando serve la risonanza magnetica

Inizialmente la risonanza magnetica era stata ideata per studiare il sistema nervoso centrale, ma attualmente viene utilizzata in numerosi campi: per studiare le articolazioni, lo scheletro, il torace, l’addome, i muscoli, la patologie infiammatorie, tumorali ed infettive ed anche per esaminare numerosi problemi di natura traumatica, degenerativa, ecc.
Inoltre, la risonanza magnetica spesso viene prescritta insieme alla TAC, che rimane l’esame primario per accertare la presenza di numerose patologie, in seguito approfondite attraverso la risonanza magnetica, mentre quando non è possibile effettuare la TAC su un paziente la risonanza può costituire un’alternativa per accertare determinate condizioni cliniche.

Risonanza magnetica: controindicazioni

pacemaker e la risonanza magneticaNonostante si tratti di un esame che non provoca danni all’organismo dei pazienti, la risonanza magnetica presenta delle controindicazioni in determinati casi. Per esempio, i portatori di pace-maker non possono eseguire questo genere di esame, anche se i dispositivi di ultima generazione sono compatibili con il campo magnetico, ma è sempre necessario fornire la documentazione necessaria che attesti l’idoneità del paziente che porta il pace-maker.
Anche coloro che all’interno del proprio corpo hanno delle parti metalliche devono segnalarlo prima di effettuare la risonanza magnetica, affinché possa essere verificata la compatibilità del metallo presente con l’esame, infatti spesso protesi ed altri dispositivi non sono compatibili con l’elevato campo magnetico.

Tra le altre condizioni che possono rappresentare una controindicazione ci sono alcuni tatuaggi.

tatuaggi e la risonanza magneticaIn base alla grandezza degli stessi, la zona in cui sono presenti, il tipo di inchiostro utilizzato ed il periodo in cui sono stati eseguiti, l’equipe medica deciderà se il paziente è idoneo o meno per la risonanza magnetica, ma è fondamentale ricordarsi di far presente al personale che si è in possesso di tatuaggi.

Nonostante il personale medico si accerta delle condizioni del paziente prima di effettuare la risonanza magnetica è bene far presente qualsiasi patologia o stato fisico e mentale diverso dalla normalità, in quanto varie condizioni possono peggiorare dopo l’esame (stati febbrili, anemia, etc.), così come è necessario ricordarsi di togliere piercing, orologi, telefoni cellulari, accessori vari ed evitare di utilizzare trucchi, specialmente attorno agli occhi.

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