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SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE NOTTURNE – OSAS
Apnee Ostruttive Notturne – OSAS è una condizione caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, associati alla riduzione della saturazione ossi-emoglobinica, a disturbi del sonno, russamento intermittente spesso molto intenso ed eccessiva sonnolenza diurna (questi ultimi sono i sintomi in genere prevalenti). Ma anche altri sintomi – sia diurni che notturni – possono essere presenti o addirittura prevalere a loro volta.
L’OSA è spesso misconosciuta e può colpire qualsiasi fascia di età. Si stima che ne soffrano il 24% degli uomini e il 9% delle donne e, in un terzo dei casi, si accompagni a eccessiva sonnolenza diurna (quest’ultima presente, in Italia, in 1.600.000 soggetti circa), che può avere effetti gravi sulle attività quotidiane, quali la guida di veicoli, e sulle funzioni psichiche superiori. L’OSA si può associare ad obesità, tuttavia la maggior parte di soggetti affetti da OSA non sono obesi.
In genere passano molti anni prima che si attui una definizione diagnostica. Nel frattempo, l’OSA può favorire l’insorgenza o aggravare varie malattie, quali ipertensione, aterosclerosi, patologie cardiache – cardiopatia ischemica, aritmie, scompenso cardiaco cronico – e cerebro-vascolari, neoplasie.
Dal momento che l’OSA può essere corretta con provvedimenti terapeutici adeguati a seconda del tipo di diagnosi eziologica, è perciò fondamentale una definizione diagnostica di base quanto più possibile precoce, che può essere ottenuta con una valutazione clinica seguita da un semplice monitoraggio respiratorio o cardio-respiratorio domiciliare notturno.
Sintomi 
Uno dei sintomi più frequenti dell’apnea ostruttiva del sonno è un forte russamento cronico, che può essere interrotto da alcune piccole pause, dopo le quali la persona può iniziare ad ansimare o boccheggiare. Ma attenzione perché russare non significa necessariamente soffrire di apnea nel sonno.
Tra gli altri sintomi frequenti dell’apnea nel sonno, una forte sonnolenza diurna che può provocare l’addormentamento della persona sul posto di lavoro o quando è alla guida, con veri e propri colpi di sonno. Tra gli altri segni, ricordiamo inoltre:

  • irritabilità, depressione, sbalzi d’umore o alterazioni della personalità,
  • svegliarsi spesso e alzarsi per urinare,
  • mal di testa al mattino,
  • problemi di memoria e di apprendimento,
  • incapacità di concentrarsi
  • bocca secca o mal di gola al risveglio

Nei bambini, l’apnea nel sonno può causare iperattività, problemi scolastici e uni stato di collera generale. I bambini che soffrono di apnee notturne, spesso respirare con la bocca anziché col naso anche durante il giorno.
Cause 
Durante la veglia le vie respiratorie sono ben aperte grazie ai muscoli del collo che le sostengono, così l’aria può arrivare nei polmoni senza problemi. Durante il sonno invece questi muscoli si rilassano, pertanto le vie respiratorie si restringono.
In condizioni normali il restringimento non impedisce all’aria di entrare e uscire dai polmoni, tuttavia se si soffre di apnee notturne, le vie respiratorie possono ostruirsi in tutto o in parte, per i seguenti motivi:
 

  • i muscoli del collo e la lingua si rilassano più del normale
  • la lingua e le tonsille sono troppo grandi rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie
  • la persona è in sovrappeso e il tessuto adiposo in eccesso può far ispessire le pareti della trachea, il canale dove passa l’aria
  • il processo dell’invecchiamento limita la capacità degli impulsi nervosi di mantenere rigidi i muscoli del collo durante il sonno, le vie respiratorie corrono quindi un maggior rischio di restringersi o di collassare.

AMBULATORIO    OSAS    CASA   DI    CURA    LIOTTI
L’OSAS, malattia di interesse multidisciplinare, necessita, per una corretta “presa in carico” del paziente, di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate fra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale, completo, accessibile.
La Casa di cura offre ai cittadini tutte le risorse professionali e tecnologiche utili per affrontare con qualità e competenza questa patologia.
Organizzazione dell’Ambulatorio OSAS: percorso diagnostico-terapeutico del paziente con sospetta OSAS (in applicazione del modello proposto nel documento di intesa Stato –Regioni del 12/5/2016)
Specialisti coinvolti:

  • Pneumologo: dott. O. Penza
  • Otorinolaringoiatra: dott. P. Ernesti, dott. C. Zappone, prof. G. Altissimi
  • Neurologo: prof. G. Capocchi, dott.ssa M. V. Ercolani
  • Odontoiatra: F.S. De Lorenzo
  • Cardiologo: F. Righi, dott. C. Parisi
  • Nutrizionista: M. Baglioni
  • Chirurgo maxillo-facciale: L. Lancellotti
  • Anestesista: G. Busti

 
Primo accesso:
Il paziente può essere segnalato, per sospetto clinico di OSAS, dal medico di medicina generale, dal medico competente (in ambito lavorativo), da specialisti esterni al gruppo di lavoro o dagli stessi professionisti del gruppo dopo una visita ed inviato all’ ambulatorio O.S.A.S. con richiesta di polisonnografia (monitoraggio cardio-respiratorio completo).

Esecuzione esame:

L’esame prevede una registrazione notturna domiciliare attraverso l’applicazione di un holter dotato di elettrodi di superficie, specifici per l’indagine e collegati all’apparecchio portatile registrante. L’esame non è invasivo. Attenersi scrupolosamente alle seguenti indicazioni:  presentarsi con la richiesta correttamente compilata per POLISONNOGRAFIA    adeguata igiene cutanea  non applicare lacca, gel e altre soluzioni sulla cute del capo e del corpo  portare eventuale documentazione sanitaria in possesso (esami precedenti, visite neurologiche, visite otorino, ecc.)  è consigliabile un abbigliamento comodo, possibilmente una camicia ampia o una maglia con zip  portare eventuale elenco delle terapie in atto  non si deve essere digiuni  non si deve sospendere la terapia in atto MODALITA’ DI RICONSEGNA: Il paziente è  tenuto a riportare l’apparecchio il GIORNO SEGUENTE la registrazione.
Gestione del paziente:
Nel nostro ambulatorio OSAS la gestione del paziente, durante il percorso diagnostico multidisciplinare e la definitiva indicazione terapeutica, è responsabilità dello specialista che per primo ha preso in carico il paziente e che condivide le tappe del percorso consigliato con il medico che ha richiesto la valutazione iniziale.
Polisonnografia:

  1. Responsabile del monitoraggio cardio-respiratorio nel sonno e relativa refertazione: Dott. Oronzo Penza.
  1. Il referto contiene:
  • Inquadramento clinico del paziente (anamnesi, patologie associate ecc.);

Il Dott. Penza contatta direttamente il paziente per la discussione dell’ esito della visita.

  • Indicazione del grado di gravità (lieve, media, grave) + esiti questionario sonnolenza diurna
  • Indice di desaturazione dell’Ossigeno
  • Eventuale presenza di aritmie
  • BMI (indice di massa corporea)
  • Origine dell’Apnea (centrale, ostruttiva o mista)
  • Consigli comportamentali generici
  • Consigli su un eventuale ulteriore percorso diagnostico – terapeutico.

Per prevenire gli attacchi di cuore è importante evitare cibi scorretti e nutrirsi di alimenti ricchi di micronutrienti, fibre e grassi sani.

Alimenti per un cuore sano

Anche se i decessi dovuti alle malattie cardiache sono scesi negli ultimi anni, in America è ancora la prima causa di morte. La buona notizia è che ora sappiamo molto di più su come prevenire le malattie cardiovascolari, che comprendono sia l’ictus che gli attacchi cardiaci.
È chiaro che mangiare e vivere in maniera più sana possono fare una differenza enorme nella vita di ciascuno.
Continuate a leggere per  scoprire quali siano alcuni degli alimenti più sani per fare felice il vostro cuore negli anni a venire.

Salmone

Il salmone e altri pesci grassi come sardine e sgombri sono le superstar degli alimenti per un cuore sano, perché contengono grandi quantità di acidi grassi omega-3, che hanno dimostrato in vari studi di riuscire a ridurre il rischio di aritmia (battito cardiaco irregolare), di aterosclerosi (accumulo di placca nelle arterie) e diminuire i trigliceridi. L’American Heart Association raccomanda di mangiare pesce, preferibilmente grasso, almeno due volte a settimana.

Fiocchi d’avena

La farina d’avena è ricca di fibre solubili, che hanno la capacità di abbassare il livello di colesterolo. “Agisce come una spugna nel tratto digestivo e assorbe il colesterolo in modo che possa venire eliminato dal corpo e non assorbito nel flusso sanguigno”, dice Lauren Graf, dietista e co-direttore del Programma di benessere cardiaco al Montefiore Medical Center a New York City. Graf raccomanda di evitare la farina d’avena istantanea, che spesso contiene zuccheri, e di preferire, invece, l’avena vecchio stile. Altri cereali integrali come il pane, la pasta sono anche buoni per il cuore a patto che siano integrali.

Mirtilli

Non solo i mirtilli  ma anche fragole e altri frutti di bosco sono ottimi. Secondo uno studio del 2013 condotto su donne di età compresa tra 25 e 42 anni che hanno mangiato più di tre porzioni di mirtilli e fragole a settimana, queste avevano un rischio del 32% più basso di infarto rispetto a quelle che ne mangiavano meno. Gli autori dello studio hanno attribuito il beneficio a composti noti come antociani, flavonoidi (che sono antiossidanti) che possono diminuire la pressione sanguigna e dilatano i vasi sanguigni. Gli antociani danno alle piante il tipico colore rosso e blu.

L’antica arte dell’agopuntura è stata utilizzata in Asia per secoli per trattare molte condizioni e alleviare il dolore. È ora in uso negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali per facilitare il trattamento di molti porblemi, dai mal di schiena, per i dolori nervosi (come l’herpes zoster, delle dolorose eruzioni cutanee), mal di testa, fibromialgia, crampi mestruali e molto altro ancora.
L’ agopuntura tradizionale cinese prevede l’inserimento di aghi estremamente sottili nella pelle in specifici “acu-punti”. Questo può alleviare il dolore attraverso il rilascio di endorfine, sostanze chimiche che sono degli antidolorifici naturali del corpo e modificando la parte del cervello che regola la serotonina, una sostanza chimica prodotta dal cervello coinvolte con l’umore.

LA MOXIBUSTIONE

Nell’ agopuntura cinese, l’agopuntore può girare, far ruotare  un po’ gli aghi o applicare calore o stimolazione elettrica per migliorare gli effetti. Il terapista può anche bruciare una pianta terapeutica vicino alla pelle, l’artemisia; questa pratica è chiamata moxibustione: il nome deriva dal giapponese da  Moe (bruciare) Kusa (erba), per cui, erba che brucia. Bruciando a una temperatura di 800°, le sostanze liberate durante la combustione, penetrano nella pelle e si diffondono in tutto il corpo, attraverso i meridiani e i vasi sanguigni.

ALTRE FORME DI AGOPUNTURA

Una forma giapponese  coinvolge l’inserimento più superficiale degli aghi rispetto alla versione cinese, e gli aghi di solito non vengono manipolati. Quella coreana invece si concentra sulla applicazione degli aghi solo in sulle mani e sui piedi
L’agopuntore inserisce tipicamente da quattro a 10 aghi e li lascia sul posto per un tempo che va dai 10 ai 30 minuti, durante i quali ci si riposa. Un normale trattamento comprende da sei a dodici sessioni per un periodo di tre mesi.

LA DIGITOPRESSIONE

La digitopressione, una tecnica simile, non fa invece uso di aghi. Il medico utilizza le sue mani per esercitare una pressione profonda nei punti di acupressione.

I BENEFICI IN MENOPAUSA

L’agopuntura migliora il sonno, regola i livelli ormonali e riduce i sintomi associati alla menopausa. Alla Taipei Medical University (Taiwan) i ricercatori hanno concluso che l’agopuntura riduce i disturbi del sonno associati alla menopausa. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che il punto di agopuntura SP6 (Sanyinjiao) aumenta in modo significativo i livelli di estrogeni. I risultati sono stati pubblicati in Ostetricia e Ginecologia, una pubblicazione di The American College of Ostetrici e Ginecologi.

BENEFICI PER LE MALATTIE INFIAMMATORIE PELVICHE

L’Agopuntura è efficace anche per il trattamento della malattia infiammatoria pelvica (PID). I rcercatori della Tongji University di Shanghai hanno estratto dei risultati sulla base di esami del sangue e sulle relative variazioni di ecografia. L’indagine randomizzata e controllata dimostra che l’agopuntura produce miglioramenti significativi per il paziente. L’agopuntura ha avuto un tasso di efficacia sul trattamento totale del 90,4% per i pazienti con malattia infiammatoria pelvica cronica. Le misurazioni oggettive dimostrano miglioramenti attraverso diversi reperti, tra cui quelli dei leucociti, i granulociti neutrofili e inoltre la riduzione o l’eliminazione dei liquidi stagnanti pelvici e delle masse infiammatorie pelviche sono state significativi grazie all’agopuntura.

Ma  funziona davvero per sedare il dolore?

La prove sono varie, con alcuni studi che dimostrano che l’agopuntura allevia il dolore e altri che mostrano che funziona meglio dell’agopuntura “sham” (procedure progettate per simulare l’agopuntura, ma che non hanno alcun effetto reale, molto simile a un placebo, o “pillola di zucchero,” utilizzato negli studi di farmaci). Uno dei problemi per decifrare questi risultati è che la maggior parte degli studi sull’ agopuntura sono stati ridotti.
 
 

Proprio come i lavoratori di una fabbrica, gli enzimi sono in grado di creare un prodotto finale in modo più efficiente se sono uniti insieme in un unico luogo e riescono a passare il materiale grezzo da enzima a enzima, assemblando una specie di catena di montaggio. Gli scienziati del Cornell’s Baker Institute per la salute degli animali hanno creato la prima squadra per ricreare un percorso biologico in 10 step con tutti gli enzimi uniti alle nanoparticelle.
Sono stati ispirati a studiare come le nanoparticelle potrebbero avere funzioni biologiche attraverso gli enzimi che guidano le code degli spermatozoi, che trasformano lo zucchero in lattato ed energia così in fretta che lo sperma può andare alla velocità pari a 5 volte la lunghezza del suo corpo al secondo.
“Gli spermatozoi hanno un sistema molto efficiente di produzione di energia”, ha detto l’autore principale dello studio, Chinatsu Mukai, un socio di ricerca post-dottorato. Nel laboratorio del Baker Institute Alex Travis, professore associato di biologia riproduttiva, Mukai e altri ricercatori avevano studiato il metabolismo e la funzione degli spermatozoi.

Travis ha avuto l’idea di imitare il modo in cui gli enzimi della coda degli spermatozoi sono attaccati ad un supporto solido, nel tentativo di ottenere lo stesso tipo di efficienza su piccoli dispositivi artificiali.

Lo studio è stato sostenuto da un pioniere del Grant dal National Institutes of Health ed è stato pubblicato sulla rivista Angewandte Chemie del 30 novembre scorso. Nella maggior parte delle cellule, la maggior parte degli enzimi che svolgono il processo di trasformazione dello zucchero in energia, chiamato glicolisi, vanno in giro raccogliendo le molecole di cui hanno bisogno man mano che le incontrano. Ma nello sperma, gli enzimi che svolgono la glicolisi hanno regioni speciali che permettono agli enzimi di attaccarsi a un’impalcatura di proteina solida che si trova appena sotto la membrana che copre la cellula e si trova sulla maggior parte della lunghezza della coda.

“Lo zucchero entra attraverso la membrana, colpisce gli enzimi immediatamente al di sotto, e poi viene elaborato e trasmesso su tutta la linea, producendo energia in modo high-throughput”, ha detto Travis.

(Per high-throughput si intendono tutte quelle analisi scientifiche in grado di effettuare dei test su un numero molto grande di dati in un tempo ristretto grazie a macchinari e strumentazioni automatizzate N.d.R.)
Il sistema che Mukai, Travis e l’intero team hanno sviluppato funziona più o meno allo stesso modo: la molecola di zucchero viene elaborata dall’inizio alla fine da parte degli enzimi collegati alle nanoparticelle. Rispetto agli enzimi che fluttuano liberi nella soluzione, il sistema enzimatico legato dal glucosio al prodotto finale, il lattato, ha un’elaborazione più efficiente, lasciando minori concentrazioni di prodotti intermedi rispetto al sistema enzimatico fluttuante. Ottenere un percorso in 10 step per far funzionare tutti i componenti legati tra loro produce un aumento esponenziale rispetto agli studi precedenti, che ha registrato un massimo di due o tre passi.
Se il lavoro può essere migliorato per essere un produttore maggiore di energia, ci potrebbe essere un certo numero di applicazioni pratiche, spiega Travis. Negli spermatozoi l’energia è utilizzata per il nuoto e la segnalazione che permette di fecondare un uovo ma, in nanobiotecnologia, l’energia potrebbe essere utilizzata per dispositivi di alta qualità che svolgono una grande varietà di lavori.

“Immaginate i dispositivi delle dimensioni di cellule del sangue, ciascuno con un farmaco chemioterapico. Se dotato di questo tipo di motore, i dispositivi potrebbero trarre la loro energia dallo zucchero nel sangue. Utilizzando delle pompe molecolari alimentate da quell’energia, i dispositivi potrebbero espellere delle quantità di farmaco in quantità definite e in particolare dove è necessario, ad esempio dove è situato un tumore, spiega Travis.

La sua squadra ha già applicato il concetto di enzimi legati a un dispositivo per rilevare segni di ictus o trauma cranico in alcuni campioni di sangue, una tecnologia che lui e il suo laboratorio hanno in programma di commercializzare.
Questo evento potrebbe anche rappresentare un passo avanti verso la realizzazione del potenziale delle cellule artificiali, ha detto Mukai.

“Non si può fare una cellula artificiale senza vie metaboliche, quindi questo è un progresso concreto in questa direzione”
 

Quando una donna è nelle prime fasi o è completamente entrata in menopausa, è normale per lei sperimentare una varietà di sintomi. I mal di testa sono tra uno dei sintomi che alcune donne riferiscono di avere in questa fase della loro vita.
Come la menopausa stessa, la maggior parte dei sintomi sono risultati diretti o indiretti dei cambiamenti naturali che si verificano nel corpo di una donna. Ad ogni modo non tutte le donne sperimenteranno gli stessi sintomi o nella stessa misura.

Cos’è la menopausa?

La menopausa è il momento in cui una donna smette di avere le mestruazioni. Quando le sue ovaie smetteranno di produrre nuove uova, una donna sperimenterà cambiamenti ormonali che possono portare ad altri sintomi man mano che il corpo si abitua. Segna, nella vita di una donna, anche il momento in cui non può più rimanere incinta.
La maggior parte delle donne va in menopausa in un’età compresa tra i 40 e 58 anni. L’età media di una donna che ha il suo ultimo ciclo mestruale può variare a seconda di una serie di fattori. Nei paesi sviluppati, l’età media di una donna  è 51,4. Fattori come la razza o l’ etnia, la storia medica e lo stile di vita giocano un ruolo importante.

In un articolo pubblicato nel 2011 nella rivista Obstetrics and Gynecological Clinics of North America  alcuni studi dimostrano che le donne afro-americane e Latine sperimentano una menopausa naturale circa 2 anni prima rispetto alle donne caucasiche. Le donne asiatiche tendono a passare attraverso la menopausa a un’età simili alle donne caucasiche.

Un pensiero comune errato è che  essa sia un evento chiaramente definito. La menopausa si verifica di solito in tre periodi di transizione, e normalmente dura più anni. Queste sono le varie fasi e cosa ci si può aspettare da esse:

1. Pre menopausa

Questa è la fase della menopausa quando una donna inizia a sperimentare i primi cambiamenti. La pre menopausa può iniziare da 8 a 10 anni prima dell’ultimo ciclo mestruale di una donna. Avrà una durata di circa 4 anni, secondo la Cleveland Clinic.
La pre menopausa inizia di solito quando una donna è nei suoi quaranta anni. Le mestruazioni sono ancora in corso, ma possono diventare irregolari. È importante ricordare che le donne possono ancora avere una gravidanza durante la pre menopausa.
Durante questo periodo, la produzione di estrogeno e progesterone comincia a cambiare, il che può portare a sperimentare i primi sintomi della menopausa, come:

  • Seno più morbido
  • cutizzazione sindrome premestruale
  • Flussi più o meno abbondanti del solito
  • Mal di testa

2. Menopausa

Questa è la fase in cui una donna smette completamente di avere mestruazioni. Le ovaie non producono più ovuli e il corpo produce meno estrogeni e progesterone.
È anche la fase più spesso associata con la menopausa. È comune per sperimentare una serie di sintomi, quali:

  • Vampate
  • Sudorazioni notturne
  • Brividi di freddo improvvisi
  • secchezza vaginale
  • Dolore o disagio durante il sesso
  • Disturbi del sonno
  • Necessità di urinare più frequentemente o con urgenza e perdite di urina
  • Sbalzi d’umore, ansia o depressione
  • Dolori articolari
  • Mal di testa
  • Arrossamento della pelle
  • Aumento o perdita di peso

3. Post menopausa

Questa fase inizia un anno dopo l’ultimo ciclo mestruale della donna e non può più rimanere incinta.
Alcuni sintomi, come le vampate di calore, dovrebbero migliorare durante questo periodo. In questo periodo il rischio di una donna di avere problemi di salute  come osteoporosi e malattie cardiache – aumenta, a causa degli apporti più bassi di estrogeni nel suo corpo.
I farmaci o uno stile di vita differente possono contribuire a ridurre questo rischio, quindi è importante parlare con un medico.

Menopausa e mal di testa

Anche se il mal di testa di solito non è il primo sintomo che si potrebbe associare con la menopausa, spesso le donne lo hanno, lo riportano in questo periodo.
Uno studio del 2014 presso l’Università di mal di testa di Cincinnati’s Headache and Facial Program ha confermato che le donne tendono a sperimentare più mal di testa nei primi anni della menopausa a causa dei livelli fluttuanti di ormoni.

“In passato i medici non avevano realmente riconosciuto l’effetto degli ormoni sulle emicranie” spiega il Dott Vincent Martin, co-direttore del programma e autore principale dello studio. “I mal di testa aumentano durante questo periodo. È ciò che le donne ci hanno detto per anni. La pre menopausa e la menopausa precoce sono dei tempi molto turbolenti per le donne che soffrono di emicrania.”

Per alcune donne le emicranie miglioreranno una volta che il loro ciclo mestruale si interromperà, ma i mal di testa da tensione peggioreranno. Le donne che hanno assunto la terapia ormonale sostitutiva durante la pre-menopausa o menopausa possono notare che le loro emicranie migliorino o peggiorino. Alcune non notano nessun cambiamento,
Data la recente ricerca che la collega al mal di testa, questo potrebbe segnalare una menopausa precoce per le donne che non hanno sofferto di emicranee in precedenza. Poiché solo il 10 per cento dei mal di testa hanno una causa nota, tuttavia, è difficile affermare che siano un chiaro segno della menopausa.
 

Quando sentire il tuo medico

La maggior parte dei mal di testa possono essere trattati con degli antidolorifici. Se il dolore persiste o peggiora, è una buona idea vedere un medico. Se il mal di testa compromette la capacità  di svolgere attività quotidiane, ci di dovrebbe rivolgere al proprio medico.
Il mal di testa può anche essere il segno di un problema più serio. Se qualcuno nota una qualsiasi dei seguenti segnali di pericolo, si dovrebbe immediatamente vedere un medico :

  • Mal di testa dopo un colpo o ferita alla testa
  • Mal di testa con un occhio rosso e doloroso
  • Mal di testa che peggiora con la tosse o movimento
    Mal di testa insieme a febbre, torcicollo, confusione, diminuzione della vigilanza o della memoria
  • Mal di testa insieme a sintomi nervosi come disturbi visivi, difficoltà a parlare, debolezza, intorpidimento o convulsioni
  • Mal di testa dopo aver ricevuto terapie ormonali
  • Mal di testa che compaiono gravemente e bruscamente
Scopri di più sui sintomi più comuni di emicrania e le diverse tappe o fasi di attacchi

Introduzione

Non tutti hanno degli attacchi di emicrania ‘tipici’. Ci sono diversi tipi di emicrania che coinvolgono diversi sintomi.
I sintomi più comuni di un attacco di emicrania includono mal di testa lancinante, sensibilità alla luce e al rumore, nausea (sensazione di malessere), vomito e letargia (mancanza di energia).

Stadi di un attacco di emicrania

Spesso è difficile prevedere quando sta per accadere un attacco di emicrania. Tuttavia è possibile prevedere il modello di ogni attacco in quanto vi sono fasi ben definite. Sono queste fasi e i loro sintomi che ci permettono di distinguere un’emicrania da mal di testa.
Negli adulti, possiamo dividere un attacco di emicrania in quattro o cinque fasi che si susseguono l’una all’altra:

  • Fase premonitrice o avviso
  • Aura (non sempre presente)
  • Mal di testa o stadio attacco principale
  • Risoluzione
  • Recupero o fase postuma

Imparare a riconoscere le diverse fasi di un attacco di emicrania può essere utile. Si potrebbe soffrire di uno, tutti, o una combinazione di queste fasi, e la combinazione di stadi può variare di caso in caso. Ogni fase può variare in lunghezza e la gravità.
Riconoscere i diversi sintomi  nei vari momenti del vostro attacco di mal di testa può dare informazioni importanti al medico che possono aiutare nella diagnosi. Inoltre, l’assunzione di farmaci prima che i sintomi si siano pienamente sviluppati può ridurre l’effetto di un attacco. L’attacco di emicrania in un bambino è spesso molto più breve di attacco in un adulto e può quindi non essere possibile riconoscere pienamente le diverse fasi di mal di testa.

Fase premonitrice

In questa fase avvengono alcuni cambiamenti fisici e mentali come la stanchezza, voglia di cibi dolci, cambiamenti di umore, sensazione di sete e torcicollo. Queste sensazioni possono durare da 1 a 24 ore.

Aura

L’aura dell’emicrania comprende una vasta gamma di sintomi neurologici. Questa fase può durare da 5 a 60 minuti, e di solito avviene prima della cefalea. L’emicrania senza aura non include questa fase.
In alcune persone, le variazioni dell’area corteccia del cervello causano alterazioni nelle loro occhi, come macchie scure, macchie colorate, scintille o ‘stelle’ e le linee a zig-zag. Possono anche verificarsi sensazioni di intorpidimento o formicolio, debolezza, vertigini o stordimento. Anche la parola e l’udito possono essere disturbati, alcune persone che soffrono di emicranee frequenti hanno riportato cambiamenti di memoria, sentimenti di paura e confusione e più raramente, paralisi parziale o svenimento. Questi sintomi neurologici sono chiamati ‘aura’ da emicrania. Negli adulti di solito avvengono prima della cefalea stessa ma nei bambini possono avvenire nello stesso momento dell’emicrania. Èpossibile avere i sintomi dell’aura senza cefalea.

Il mal di testa o stadio attacco principale

Questa fase comporta un mal di testa che può essere grave, anche insopportabile. Il mal di testa è tipicamente palpitante e aggravato dal movimento. Alcuni malati descrivono un dolore pressante. Il mal di testa è di solito su un lato della testa, soprattutto all’inizio di un attacco. Alcuni malati provano dolore su entrambi i lati della testa o sopra la fronte, ma più di frequente nella parte posteriore della testa. Nausea e vomito possono verificarsi in questa fase e il malato può sentirsi sensibile alla luce, al suono o a entrambi.

Risoluzione

La maggior parte degli attacchi svanisce lentamente ma alcuni si fermano improvvisamente dopo che il malato vomita o piange un sacco. Il sonno sembra aiutare molte persone che soffrono di emicranie  (anche una o due ore possono essere sufficienti a terminare un attacco). Molti bambini trovano che dormire per pochi minuti può risolvere il loro attacco.

Recupero

Questa è la fase finale di un attacco, e per far scomparire le sensazioni simili a quelle di una sbornia, possono volerci ore o giorni. I sintomi possono essere simili a quelli del primo stadio e spesso sono sintomi “a specchio”:  ad esempio, se hai perso l’appetito all’inizio dell’attacco, ora potresti essere molto affamato . Se prima eri molto stanco ora potresti sentirti pieno di energia.

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