SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE NOTTURNE

L’Apnea Ostruttiva nel Sonno (OSA) è una condizione caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, associati alla riduzione della saturazione ossi-emoglobinica, a disturbi del sonno, russamento intermittente spesso molto intenso ed eccessiva sonnolenza diurna (questi ultimi sono i sintomi in genere prevalenti). Ma anche altri sintomi – sia diurni che notturni – possono essere presenti o addirittura prevalere a loro volta.

L’OSA è spesso misconosciuta e può colpire qualsiasi fascia di età. Si stima che ne soffrano il 24% degli uomini e il 9% delle donne e, in un terzo dei casi, si accompagni a eccessiva sonnolenza diurna (quest’ultima presente, in Italia, in 1.600.000 soggetti circa), che può avere effetti gravi sulle attività quotidiane, quali la guida di veicoli, e sulle funzioni psichiche superiori. L’OSA si può associare ad obesità, tuttavia la maggior parte di soggetti affetti da OSA non sono obesi.

In genere passano molti anni prima che si attui una definizione diagnostica. Nel frattempo, l’OSA può favorire l’insorgenza o aggravare varie malattie, quali ipertensione, aterosclerosi, patologie cardiache – cardiopatia ischemica, aritmie, scompenso cardiaco cronico – e cerebro-vascolari, neoplasie.

Dal momento che l’OSA può essere corretta con provvedimenti terapeutici adeguati a seconda del tipo di diagnosi eziologica, è perciò fondamentale una definizione diagnostica di base quanto più possibile precoce, che può essere ottenuta con una valutazione clinica seguita da un semplice monitoraggio respiratorio o cardio-respiratorio domiciliare notturno.

Sintomi 

Uno dei sintomi più frequenti dell’apnea ostruttiva del sonno è un forte russamento cronico, che può essere interrotto da alcune piccole pause, dopo le quali la persona può iniziare ad ansimare o boccheggiare. Ma attenzione perché russare non significa necessariamente soffrire di apnea nel sonno.

Tra gli altri sintomi frequenti dell’apnea nel sonno, una forte sonnolenza diurna che può provocare l’addormentamento della persona sul posto di lavoro o quando è alla guida, con veri e propri colpi di sonno. Tra gli altri segni, ricordiamo inoltre:

  • irritabilità, depressione, sbalzi d’umore o alterazioni della personalità,
  • svegliarsi spesso e alzarsi per urinare,
  • mal di testa al mattino,
  • problemi di memoria e di apprendimento,
  • incapacità di concentrarsi
  • bocca secca o mal di gola al risveglio

Nei bambini, l’apnea nel sonno può causare iperattività, problemi scolastici e uni stato di collera generale. I bambini che soffrono di apnee notturne, spesso respirare con la bocca anziché col naso anche durante il giorno.

Cause 

Durante la veglia le vie respiratorie sono ben aperte grazie ai muscoli del collo che le sostengono, così l’aria può arrivare nei polmoni senza problemi. Durante il sonno invece questi muscoli si rilassano, pertanto le vie respiratorie si restringono.

In condizioni normali il restringimento non impedisce all’aria di entrare e uscire dai polmoni, tuttavia se si soffre di apnee notturne, le vie respiratorie possono ostruirsi in tutto o in parte, per i seguenti motivi:

 

  • i muscoli del collo e la lingua si rilassano più del normale
  • la lingua e le tonsille sono troppo grandi rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie
  • la persona è in sovrappeso e il tessuto adiposo in eccesso può far ispessire le pareti della trachea, il canale dove passa l’aria
  • il processo dell’invecchiamento limita la capacità degli impulsi nervosi di mantenere rigidi i muscoli del collo durante il sonno, le vie respiratorie corrono quindi un maggior rischio di restringersi o di collassare.

AMBULATORIO    OSAS    CASA   DI    CURA    LIOTTI

L’OSAS, malattia di interesse multidisciplinare, necessita, per una corretta “presa in carico” del paziente, di azioni diagnostiche e terapeutiche coordinate fra diversi specialisti allo scopo di garantire un intervento ottimale, completo, accessibile.

La Casa di cura offre ai cittadini tutte le risorse professionali e tecnologiche utili per affrontare con qualità e competenza questa patologia.

Organizzazione dell’Ambulatorio OSAS: percorso diagnostico-terapeutico del paziente con sospetta OSAS (in applicazione del modello proposto nel documento di intesa Stato –Regioni del 12/5/2016)

Specialisti coinvolti:

  • Pneumologo: dott. O. Penza
  • Otorinolaringoiatra: dott. P. Ernesti, dott. C. Zappone, prof. G. Altissimi
  • Neurologo: prof. G. Capocchi, dott.ssa M. V. Ercolani
  • Odontoiatra: F.S. De Lorenzo
  • Cardiologo: F. Righi, dott. C. Parisi
  • Nutrizionista: M. Baglioni
  • Chirurgo maxillo-facciale: L. Lancellotti
  • Anestesista: G. Busti

 

Primo accesso:

Il paziente può essere segnalato, per sospetto clinico di OSAS, dal medico di medicina generale, dal medico competente (in ambito lavorativo), da specialisti esterni al gruppo di lavoro o dagli stessi professionisti del gruppo dopo una visita ed inviato all’ ambulatorio O.S.A.S. con richiesta di polisonnografia (monitoraggio cardio-respiratorio completo).

Gestione del paziente:

Nel nostro ambulatorio OSAS la gestione del paziente, durante il percorso diagnostico multidisciplinare e la definitiva indicazione terapeutica, è responsabilità dello specialista che per primo ha preso in carico il paziente e che condivide le tappe del percorso consigliato con il medico che ha richiesto la valutazione iniziale.

Polisonnografia:

  1. Responsabile del monitoraggio cardio-respiratorio nel sonno e relativa refertazione: Dott. Oronzo Penza.
  1. Il referto contiene:
  • Inquadramento clinico del paziente (anamnesi, patologie associate ecc.);

Il Dott. Penza contatta direttamente il paziente per la discussione dell’ esito della visita.

  • Indicazione del grado di gravità (lieve, media, grave) + esiti questionario sonnolenza diurna
  • Indice di desaturazione dell’Ossigeno
  • Eventuale presenza di aritmie
  • BMI (indice di massa corporea)
  • Origine dell’Apnea (centrale, ostruttiva o mista)
  • Consigli comportamentali generici
  • Consigli su un eventuale ulteriore percorso diagnostico – terapeutico.

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